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«#Costruiamo #Concretamente, la Fabbrica delle Idee». Il libro bianco di Federbeton per delineare un’industrial compact delle costruzioni

12/04/2016
Industria delle Costruzioni | Qualità Innovazione Digitalizzazione
«#Costruiamo #Concretamente, la Fabbrica delle Idee»
Il libro bianco di Federbeton per delineare un’industrial compact delle costruzioni
Federbeton nel suo Libro Bianco ha riassunto le idee e le proposte espresse da oltre cento rappresentanti delle istituzioni, dell’università e delle aziende che si sono confrontati al Saie di Bologna 2015. Personalità di diversa provenienza culturale e professionale per un rilancio concreto e sostenibile del settore delle costruzioni in Italia fondato sulla digitalizzazione dei processi, della qualità delle opere e dell'innovazione.
da http://www.impresedilinews.it/costruiamo-concretamente-la-fabbrica-delle-idee-di-federbeton-per-delineare-unindustrial-compact-delle-costruzioni/
LE PROPOSTE DELLA FABBRICA DELLE IDEE
  1. Porre in atto un “Industrial Compact” per riprogrammare e rilanciare il settore delle costruzioni, prendendo spunto dalle iniziative di successo realizzate in altri Paesi europei. L’Italia è sempre stata un Paese guida nel mondo nella progettazione e nella realizzazione di grandi opere. Oggi non possiamo rinunciare a un’attività così strategica per la nostra crescita globale.
  2. Istituire un’agenzia per la rigenerazione urbana, sulla scorta dell’esperienza francese (Anru), che abbia risorse e strumenti amministrativi tali da rendere competitivo il processo di riuso del territorio con le costruzioni “green field”. L’agenzia dovrebbe rappresentare il braccio operativo dell’insieme dei soggetti nazionali coinvolti nella politica della città con il compito di assistere, approvare, supervisionare e finanziare i progetti.
  3. Semplificare la normativa e snellire la burocrazia per favorire innovazione, uso efficace delle risorse, ricostruzione degli edifici non per-formanti, come nel caso di accorpamento delle autorizzazioni di demolizione e ricostruzione.
  4. Favorire la rigenerazione urbana fornendo strumenti agili per l’aggregazione dei diritti di proprietà e coinvolgendo le amministrazioni locali nell’individuazione delle aree di intervento per evitare la dispersione di risorse.
  5. Trasformare gli incentivi temporanei in una vera e propria politica fiscale di tipo strutturale che premi gli incrementi di performance complessivi (efficienza energetica, innovazione, sicurezza e sostenibilità) e renda anche economicamente svantaggiose le soluzioni che non contribuiscono alla sostenibilità della città.
  6. Programmare la sostenibilità attraverso la progettazione dell’intero ciclo di vita delle opere, sfruttando al meglio i sistemi di digitalizzazione disponibili (Bim) e puntando alla riduzione dei costi di manutenzione attraverso soluzioni costruttive e materiali durabili.
  7. Rottamare gli edifici che non offrono più garanzie di sicurezza e qualità dell’abitare soprattutto nelle aree a rischio sismico per realizzare nuove costruzioni, con vantaggi per la sicurezza, sostenibilità ambientale, produttiva e sociale della città e per il rilancio dell’economia.
  8. Abbattere i muri culturali promuovendo la conoscenza della filiera del cemento e del calcestruzzo, del suo potenziale innovativo e del ruolo determinante che può assumere in tema di sostenibilità, riduzione del rischio idrogeologico, sicurezza sismica, per aprire nuovi scenari di progettazione e rigenerazione urbana.
  9. Favorire lo sviluppo verticale degli edifici per costruire una nuova identità delle città, per creare un nuovo patrimonio collettivo come di-mostra il “caso Milano” per ridurre il consumo di suolo, creare un sistema urbanistico in cui si abbassano i costi economici e sociali connessi con la mobilità e l’integrazione sociale.
 
 



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